“Verso Verdi” un’app fra arte, musica, territorio e digitale

Immaginate un nuovo modo di esplorare un mondo attraverso il vostro iphone.

Dimenticate menù a tendina, indici e mappe di navigazione e lasciatevi guidare dal vostro stato d’animo e dalla vostra curiosità.

Emotional browsing  è l’approccio tecnologico e la filosofia scelti per quest’app che ti scatta una foto e, in base all’espressione del tuo viso seleziona per te solo determinati contenuti.

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Una volta aperta l’app ci si trova di fronte a una schermata che ha l’aspetto di un firmamento costellato di pianeti: ognuno di questi è un museo che ha qualcosa a che fare con la figura di Giuseppe Verdi. Muovendo l’iphone si può esplorare lo spazio e scegliere un pianeta da approfondire. Così si inizia a scoprire la complessità della figura di Verdi, ben oltre la sua identità di musicista. Ed ecco che si svela per esempio che Verdi era anche un imprenditore agricolo e il collegamento al Museo Cervi o alla Bonifica di Argenta permettono di capire qualcosa in più sull’assetto territoriale e agricolo 800esco contestualizzando la figura di Verdi nel suo tempo a tutto tondo  e non solo nell’ambito culturale.

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Una volta esplorato un pianeta/museo l’app suggerisce una serie di percorsi tematicamente affini a ciò che si è appena guardato. Per ogni museo sono stati selezionati  contenuti visivi e sonori  (musiche di Verdi,  suoni ambientali ecc.) e  testi di approfondimento che rendono l’esperienza ricca e immersiva.

La narrazione non lineare rende l’utilizzo dell’app sempre nuovo tenendo alto il livello di curiosità attraverso collegamenti inconsueti che portano a scoprire un nuovo Verdi, l’uomo del suo tempo, e con esso il contesto socio-culturale e storico a cui apparteneva.

Questi percorsi portano ad esplorare Musei conosciuti come  il Museo Boldini di Ferrara e la Galleria Ricci Oddi di Piacenza o la stessa Villa Verdi  ma anche realtà come il Museo dell’Ocarina e degli strumenti musicali in terracotta di Budrio  di Bologna (che suonano musiche verdiane!), Casa Artusi di Forlimpopoli (FC), il Castello della musica di Noceto (PR), la Fondazione Guglielmo Marconi, Il Museo del Risorgimento di Bologna, Il Museo della Figurina di Modena e tanti altri.

“Verso Verdi” si colloca nell’ ampia piattaforma in progress che è “MUMU – Musei Multiverso”, un’esperienza conoscitiva multimediale dei musei e dei beni culturali dell’Emilia-Romagna, destinata a diventare un incrocio di saperi e di esperienze umanistiche e digitali.

La realizzazione dell’app è stata resa possibile da Regione Emilia Romagna, Istituto dei Beni Culturali  e Università di Bologna ed è già scaricabile dall’app store.

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Provatela!

Lucia Conversi e Il viaggio di Ulisse per IPad

Il 3 luglio è uscito su App Store  “Il viaggio di Ulisse”, l’ultima produzione di Elastico (gli stessi autori di Pinocchio, ne ho parlato qui). Anche questo nuovo “libro da giocare”, se possibile più interattivo e coinvolgente del precedente, è stato disegnato da Lucia Conversi.

Sirene

Come appassionata di nuovi media, oltre che come gallerista e amica di Lucia le ho fatto centinaia di domande per cercare di capire come nasce un’opera d’arte digitale come questa e come un’artista può lavorare con strumenti non tradizionali pur senza abbandonare le sue caratteristiche pittoriche.

Eccone alcune:

D: credi che possa nuocere all’immaginazione l’utilizzo di libri sempre
più interattivi e coinvolgenti?

R: credo di no, nella nostra visione delle cose realizziamo qualcosa di diverso dal libro, che non si vuole sostituire ad esso, ma che al contrario può incuriosire e indirizzare al testo originale avvicinando i bambini alla lettura. Il libro interattivo si muove su altri canali, tramite altri mezzi e suggerisce possibilità che danno vie nuove all’immaginazione. Esiste ancora molta ostilità e diffidenza verso questi prodotti ma credo dipenda dal fatto che sono ancora poco diffusi, siamo solo all’inizio di un percorso e come la visione di film e animazioni anche i nostri “books to play” non nuoceranno alle nuove generazioni saranno solo uno stimolo in più.

D: quali sono stati i tuoi modelli di riferimento visivi?

R: non saprei dirti nulla di preciso, solitamente prima di iniziare una nuova app mi tuffo in un periodo di studio sui personaggi e sugli ambienti e pesco un po’ ovunque, guardo tutto quello che mi capita sull’argomento e poi rielaboro dopo aver lasciato sedimentare. Stavolta mi hanno addirittura passato qualche puntata del famoso sceneggiato televisivo, anche quello è stato utile. Ho lavorato anche sui vasi greci, ma cercando di non cadere in un eccesso di decorativismo che avrebbe “raffreddato” l’atmosfera calda e avvolgente che avevo in mente e che ha convinto subito editor e art director del progetto.

Troia in fiamme

D: hai lavorato su una storia antichissima con uno strumento estremamente
moderno, come hai trovato un equilibrio?

R: uno strumento moderno che ti legge la storia se vuoi e ti culla con le musiche composte su misura per l’app…non è difficile, si tratta di sfruttare bene le potenzialità del mezzo e coordinarle per creare una precisa gamma di situazioni non solo visive. Ho fatto solo una parte di tutto questo lavoro, il team è preparato e dopo la realizzazione di Pinocchio abbiamo imparato molto, siamo andati migliorando quanto a cooperazione, eravamo più coesi e rilassati. Il risultato speriamo che lo dimostri.

Il viaggio

D: che differenza c’è fra dipingere e disegnare in maniera tradizionale e
direttamente in digitale? Quale situazione preferisci?

R: premetto che parto da una base disegnata manualmente, in modo tradizionale e proseguo nella realizzazione delle varie parti della scena lavorando in digitale, con vari software di digital painting. Rispetto a un lavoro completamente manuale i vantaggi sono numerosi. Realizzare una scena vuol dire comporla con diverse parti che vengono “animate” dal programmatore e dall’art director, inutile che spieghi il vantaggio di poter lavorare su livelli diversi che possono essere modificati singolarmente. Inoltre i software in questione sono in grado di simulare qualsiasi tecnica di disegno e pittura in modo decisamente realistico e questo ti consente di amalgamare bene il digitale con la base manuale non rinunciando al calore e alla materia del disegno tradizionale. Non parlerei di preferenze ma, pur non volendo cadere nella retorica della bellezza di sporcarsi le mani, devo dire che non vorrei rinunciare alle infinite sfumature che riesco a produrre lavorando manualmente. Credo che per il momento e per il mio livello di tecnica le soluzioni migliori nascano dalla mescolanza di questi due mezzi. L’obiettivo è la comunicazione di un messaggio e qualunque mezzo mi consenta di veicolarlo meglio è ben accetto.

Calipso

D: a che tipo di pubblico pensavi mentre realizzavi le tavole?

R: bambini, bambini sul serio, non adulti che comprano cose da adulti ai loro figli perché piacciono a loro. Per questo l’ultima parola sull’app spetta ai miei nipoti, sono loro che scovano i bug, che sottolineano mancanze e problemi in modo diretto e impietoso. Per questo quando usciamo con un nuovo libro interattivo su App Store siamo fiduciosi che piacerà anche agli altri bambini.

Potete trovare un altro mio articolo sullo stesso argomento qui e colgo l’occasione per ringraziare Chiara Serri e CSArt

LUCIA CONVERSI

Il primo elemento che mi ha conquistato, nella pittura di Lucia Conversi, è la sua capacità di raccontare storie: storie meravigliose e insolite che hanno la capacità di assorbirmi completamente.Le sue storie nascono per lo più intorno ai concetti di leggerezza e pesantezza. I suoi personaggi sono creature intrappolate in corpi pesanti, limitanti…e a loro modo ugualmente affascinanti.

Il primo che ho conosciuto è stato Il Lanciatore di Coltelli. Il Lanciatore era un uomo insoddisfatto della sua vita e di sé stesso. Si sentiva intrappolato in un corpo goffo, disarmonico che lo intralciava anziché servirlo. Era affascinato dalla leggerezza, dall’arguzia, dalla velocità e così decise di reinventarsi. “Diventerò un lanciatore di coltelli” si disse un giorno, padroneggerò questi strumenti affilati, diventerò come loro: leggero, veloce, tagliente. Ma se per queste trasformazioni radicali non si è pronti, se si insegue un sogno senza aver prima lavorato a fondo su sé stessi, beh, queste rivoluzioni sono destinate a fallire, ed ecco che il lanciatore si ritrova inseguito dalle sue stesse lame che, in un raffinato gioco metaforico, si trasformano in uccelli.

           

Poi è arrivato il Leone Marino: un mammifero acquatico, anch’esso goffo e pesante ma capace di calamitare l’attenzione delle veloci, fluide, magiche sirene che gli nuotano intorno e si stringono contro il suo mastodontico corpo in cerca di protezione.

         

E al Leone Marino ha fatto seguito l’Orso Polare, un altro gigante, statuario, imponente e solenne che domina distese ghiacciate non bianche ma di un nero abbagliante quanto il bianco. E su questo regno solitario l’Orso Polare alza il suo bramito, come un’affermazione perentoria di forza.

       

La pittura di Lucia Conversi è affascinante nell’empatia che riesce a creare con il suo pubblico: chi di noi non si è mai sentito un’anima leggera imprigionata in un involucro pesante? Ma non è tutto qua. La pesantezza che avvolge questi personaggi è molto più complessa e non ha connotati completamente negativi. Lucia Conversi ha trovato il modo di comunicare visivamente questa varietà di sensazioni che le espressioni verbali descriverebbero in modo troppo tortuoso.

A sostenere il complesso mondo interiore di questa giovane artista (Lucia è nata nel 1981) e a permetterle di narrarlo c’è una grande capacità pittorica, formata negli anni di studio all’Accademia di Brera e poi coltivata, approfondita, sperimentata giorno dopo giorno nel suo studio.

La sua è una pittura fatta di scorci potenti che creano interni complessi, di accostamenti cromatici personalissimi, stridenti a volte, ma mai scontati che si accostano a una continua voglia di sperimentare giocando con superfici opache e riflettenti, scabre e lisce che utilizza come fossero diverse sfumature dello stesso colore.

Un capitolo completamente diverso va riservato al modo in cui Lucia tratta l’infanzia. Diversi sono i suoi dipinti su questo tema, affrontato sempre in modo molto coinvolto e personale, attingendo a ricordi di famiglia, ad aneddoti riportati, a eco prodotte da vecchie foto.

Anche in questa serie non mancano la dimensione del sogno e della fantasia popolata di animali fantastici. Voi l’avete mai avuto un amico immaginario? Io si, ne ho avuti tantissimi e non potevo non innamorarmi di quello di Lucia: un enorme centauro rosa sulla cui groppa vorrei addormentarmi anch’io.

Quando parla di bambini Lucia lo fa con una tavolozza completamente trasformata: fatta di colori vivaci, di gialli, rosa accesi, di blu oltremare, quasi declinando la propria lingua sulla loro.

C’è un altro aspetto del lavoro di Lucia che mi affascina e che mi fa parlare di lei come della “mia prima artista 2.0”: l’affacciarsi alle nuove tecnologie e alle nuove forme di comunicazione visiva. Quest’ultima avventura si chiama Pinocchio ed è una app interattiva completamente disegnata da lei, che è stata per mesi al primo posto nelle vendite.

Lascio al video ogni ulteriore commento…

Altre opere di Lucia Conversi sono visibili a questo link http://www.galleriadebonis.com/artista.php?aid=56 o contattando direttamente la Galleria de’ Bonis, sua galleria di riferimento.