MATER: Percorsi simbolici sulla maternità

Correggio, Pietà, 1512 ca., Museo Civico, Correggio

Correggio, Pietà, 1512 ca., Museo Civico, Correggio

Una piccola Pietà del Correggio, un biberon archeologico, la Venere degli Stracci di Pistoletto, due video di Bill Viola.

Ma anche l’Annunciazione di Luca Signorelli, una Dea Madre del IV sec. a.C. e una scultura dii Aron Demez, passando per la Madonna della Misericordia di Bartolo di Fredi e la Maternità di Gino Severini.

Lo so, letto così questo elenco sembra un guazzabuglio artistico senza senso di quelli che vanno di moda adesso e invece è una bellissima mostra: Mater, percorsi simbolici sulla maternità, visitabile fino al 28 giugno al Palazzo del Governatore di Parma.

MATER

Se non lo fosse non avremmo mai prestato la nostra Pietà, un giovanile olio su tavola del Correggio, databile 1512 circa, di proprietà della Fondazione Il Correggio dal 2002 dopo essere appartenuta alla National Gallery di Washington e alla Pierpont Morgan Library di New York.

La tavola risente stilisticamente dell’influenza Mantegnesca nell’anatomia che pur si rivela un po’ rigida, vista la data precoce e Leonardesca in quel prezioso paesaggio nebbioso che si apre in alto a destra e che forse è il punto più alto di tutto il dipinto.

La nostra Pietà si trova in una saletta insieme ad altre due opere accostate in modo decisamente non convenzionali: Un grande dipinto di Hayez e un video di Bill Viola.

Questa insolita scelta di accostamenti caratterizza l’intera mostra il cui tema ampio e non nuovo poteva portare a scelte molto più scontate e noiose che sono state saggiamente tralasciate per impostare  invece una mostra sorprendente che punta molto sul “wow factor”.

170 opere dei più grandi nomi della Storia dell’Arte di tutti i tempi partendo dall’ opera più antica che risale al IV millenio a.C. arrivando all’opera più recente del 2014 in un alternarsi di antico e moderno che tiene viva l’attenzione lasciando lo spettatore via via più sorpreso davanti ad ogni opera.

Ciò non significa che i nomi altisonanti degli autori e i loro accostamenti anche estremi all’interno di una stessa sala, siano stati scelti a discapito dei contenuti. La mostra è corredata infatti da un ricco corpus di approfondimenti storico-artistici (e sociali).

La maternità racchiude in un’unica immagine il mistero della vita nell’Universo, segnando l’irruzione del tempo del singolo essere umano nell’immensità dell’infinito. In questo miracolo della materia, che genera e pensa se stessa, permane il più grande mistero della vita.

Ideata da Elena Fontanella, curata da Annamaria Andreoli, Elena Fontanella e Cosimo Damiano Fonseca, la mostra si sviluppa attraverso 4 macro sezioni:
I sezione: COSMOGONIE E DEE MADRI: LA MATERNITÀ DELLA TERRA E LA MATERNITÀ DEL CIELO

Questo primo gruppo di opere definisce La maternità come rappresentazione fisica del costante rapporto dell’Umanità con il Divino ed esplora archetipi multiculturali antichi come il mondo.

Dea Iside, XXVI dinastia Regno di Amasi,  Museo Egizio, Firenze

Dea Iside, XXVI dinastia Regno di Amasi, Museo Egizio, Firenze

II sezione: MATERNITÀ RIVELATA

Questa sezione racconta la decisiva svolta simbolica nella rappresentazione artistica della Maternità dopo il riconoscimento di Maria come Madre di Dio dal Concilio di Nicea nel 325 d.C.

Luca Signorelli, Annunciazione, 1491,  Pinacoteca Civica, Volterra

Luca Signorelli, Annunciazione, 1491, Pinacoteca Civica, Volterra

III sezione: DALLA MATERNITÀ SACRA ALLA MATERNITÀ BORGHESE

La trasformazione della famiglia in ambito borghese ottocentesco ha modificato l’ideale di sacralità della maternità. Nella sezione si analizza il forte squilibrio sociale creato dalla rivoluzione industriale che farà da sfondo al recupero della maternità come valore nuovo.

Gino Severini, Maternità, 1916, Museo dell'Accademia Etrusca, Cortona

Gino Severini, Maternità, 1916, Museo dell’Accademia Etrusca, Cortona

IV sezione: IL SECOLO BREVE: EMANCIPAZIONE DELLA FIGURA FEMMINILE DAI TEMI ARCHETIPICI

La sezione sottolinea il tema della Maternità nell’arte del Novecento e delle sue Avanguardie. Ne emerge non più una figura di madre astratta e chiusa in una propria femminilità sacrale, ma una figura in reale competizione con il quotidiano, in cui è la donna – affrancandosi dalla condizione esclusiva di madre – che determina nell’arte una variazione della propria iconografia La maternità sacra si trasforma in femminilità seduttiva e il senso procreativo cede il passo a una rappresentazione estetica concettuale.

Michelangelo Pistoletto, Venere degli stracci, 1967, Cittadellarte, Fondazione Pistoletto, Biella

Michelangelo Pistoletto, Venere degli stracci, 1967, Cittadellarte, Fondazione Pistoletto, Biella

Al di là dei grandi nomi trovo che alcuni pezzi si distinguano per la loro forza espressiva e rivelino l’occhio attento e coraggioso dei curatori che hanno saputo percorrere trasversalmente la Storia dell’Arte senza fermarsi solo sulle “tappe obbligate”. Fra questi non si scordano gli occhi sbarrati di una delle due madri di Raffaele Borrella (1918),

Raffaele Borella, Le due madri,  1918, collezione Intesa Sanpaolo

Raffaele Borella, Le due madri, 1918, collezione Intesa Sanpaolo

la sensualità quasi animalesca e al tempo stesso sacrale della scultura di Aron Demez, artista per cui ho un debole e che trovo estremamente spirituale. Incredibilmente intensi sono anche i due video di Bill Viola che hanno entrambi in sé qualcosa di struggente e si collocano su un confine immaginario fra antico e moderno. Fortissimo nella sua crudezza è “L’altare della sterilità” di Andi Kacziba, un’ installazione fatta di piccoli sacchetti di tela grezza tinti di rosso come uteri pieni di sangue.

Andi Kacziba, Altare della sterilità, 2014

Andi Kacziba, Altare della sterilità, 2014

Qualche altro buon motivo per andare a vedere “Mater”? In mostra ci sono anche Tiepolo, Filippo Lippi, Luca Signorelli (!), Rosso Fiorentino(!!), Max Ernst, Guido Crepax (ebbene si), Auguste Rodin, Lucio Fontana (poteva mancare?) e molte altre sorprese che non vale la pena rivelare subito.

MATER. PERCORSI SIMBOLICI SULLA MATERNITÀ
PARMA, PALAZZO DEL GOVERNATORE
(Piazza Giuseppe Garibaldi 2)
8 MARZO – 28 GIUGNO 2015
Orari:
lunedì: CHIUSO
martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, domenica: 10:00-20:00
sabato: 10:00-23:00

Informazioni:
www.mostramaterparma.it

Facebook: mostramater
Twitter: @MaterParma
Instagram: mostramaterparma

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