Il Segreto dei Giusti

 

Da dove nasce una mostra?

Questa in particolare è nata da un luogo: il Giardino dei Giusti del museo Yad Vashem di Gerusalemme, Il Memoriale per la Shoah, dove ho incontrato le storie di uomini che hanno rischiato la vita per salvare altri uomini.

Poi l’idea di questa mostra si è rafforzata con la lettura di un libro: “La bontà insensata, il segreto degli uomini Giusti” di Gabriele Nissim che sonda il confine fra eroismo e normalità affrontando tante storie di vite strappate alla Shoah.

Infine si è sviluppata con l’incontro di artisti e galleristi speciali che mi hanno prestato o prodotto per questa occasione opere stupende con le quali abbiamo messo in luce quello che è il segreto degli uomini Giusti.

Non da ultimo è stato determinante il contributo di alcuni storici con i quali  ho avuto importanti scambi di opinioni che mi hanno aiutato a non farmi confondere dall’emotività perché non è con questa che si capisce la Storia  e nemmeno si fa una buona mostra.

Una leggenda ebraica che compare nel Talmud di Babilonia narra che, dall’inizio del mondo fino alla fine dei giorni, ci siano sempre 36 uomini giusti, inconsapevoli di esserlo e ignoti a tutti;  uomini che svolgono lavori umili, dai quali dipende il destino dell’umanità. È grazie a loro se Dio risparmia il mondo dalla distruzione nonostante i peccati degli uomini.

Secondo la leggenda ogni volta che uno dei Giusti porta a termine il suo compito e scompare viene sostituito da un altro .

Uno dei compiti dell’Arte Contemporanea dovrebbe essere quello di interpretare la realtà odierna e renderla più comprensibile. Gli artisti hanno una sensibilità particolarmente acuita che permette loro di captare i cambiamenti nella società e nella Storia nonostante la ridottissima distanza temporale che, come sempre quando si è troppo a ridosso dall’oggetto dell’osservazione, li rende incomprensibili ai più.

Gli artisti dovrebbero essere insomma le avanguardie del nostro tempo e interpretarne lo spirito, quello che Hegel, nelle sue lezioni sulla filosofia della storia, chiamava Zeitgeist.

Il linguaggio per immagini dell’Arte figurativa, elude la ragione e viene interpretato direttamente dalla sensibilità individuale. Fa appello a una sfera emotiva di vissuto personale che può diventare una leva importante per muovere e sostenere la ragione nella comprensione di fatti più grandi dell’Uomo.

Troppo raramente l’Arte Contemporanea si accosta ad altre discipline come strumento di conoscenza complementare e questa sua assenza la impoverisce molto relegandola spesso a status symbol intellettuale, a nicchia di speculazione filosofica per pochi o, peggio ancora, finisce per chiudersi in un circolo autoreferenziale in cui chi la produce, chi la interpreta, chi la espone e chi la vende fa riferimento solo ad essa stessa isolandola dal resto del mondo.

Se quella dei 36 Giusti è una leggenda biblica, l’esistenza di tanti Giusti fra le Nazioni è realtà.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, in tutto il mondo, persone eccezionali nella loro normalità, hanno salvato tantissime vite umane dalla Shoah.

Nel 1963 il museo Yad Vashem, ha istituito una commissione, guidata da un membro della Corte Suprema Israeliana che, con rigorosi criteri di selezione, ha iniziato a valutare le storie degli ebrei salvati dall’Olocausto. “Giusto fra le Nazioni” è il riconoscimento più alto per lo Stato israeliano e la commissione dello Yad Vashem garantisce ai Giusti comprovati la Nazionalità onoraria, un sostegno economico e, in caso di necessità, un sostegno per le cure mediche. Fino agli anni Novanta per ciascuno dei Giusti riconosciuti veniva piantato un albero nel Giardino dei Giusti del museo poi, essendo terminato lo spazio per le piantumazioni, i loro nomi hanno trovato posto in un muro all’interno del giardino stesso.

Mirko Baricchi, Paul Beel, Ariela Böhm, Alfio Giurato, Fosco Grisendi, Ester Grossi, Lea Golda Holterman, Federico Infante, Massimo Lagrotteria, Marco Martelli, Matteo Massagrande, Sonia Maria Luce Possentini, Matteo Pugliese, Tobia Ravà, Max Rohr, Matteo Tenardi, Wainer Vaccari sono gli artisti che ho scelto per raccontare questa pagina di Storia.

Il Comune di Correggio, Galleria de’ Bonis, Bonelli Lab, Bonioni Arte, Punto sull’Arte, Cardelli & Fontana Arte Contemporanea , Galleria Restarte, Spazio Testoni, Federico Rui Arte Contemporanea  e M77 Gallery sono stati i partner che hanno reso possibile questa mostra.

Il conteggio della commissione di Yad Vashem è arrivato a riconoscere ad oggi  25.700 Giusti, dei quali 634 italiani .

Un numero così superiore al 36 della leggenda del Talmud restituisce una certa speranza nell’umanità e nelle persone sulle quali il suo destino poggia.

 

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