Cosa si compra quando si compra un’opera d’Arte

BUY ARTCapita che, chi non è avvezzo al mercato dell’Arte fatichi a capire i prezzi, a volte anche alti –ma è sempre tutto relativo- dell’Arte contemporanea.

Cosa si compra quando si compra un’opera d’arte?

Si compra un pezzo di Storia, il documento di un’epoca.

Si compra un’idea.

Si compra una visione del mondo.

Si comprano anni di studio.

Si compra una porta che si apre su un altro mondo parallelo, non verbale, non razionale.

Si compra uno specchio che riflette non il nostro aspetto fisico ma la nostra anima.

Comprare un’opera d’arte è conoscere cose nuove.

Ma soprattutto comprare un’opera d’arte è come innamorarsi. Non si comprano sempre opere belle, secondo il senso estetico comune, si comprano opere in cui ci riconosciamo.

 

ARTE: IL BELLO DELL’INVESTIRE. IL MIO INTERVENTO ALL’IT FORUM 2015 DI RIMINI

IT Forum Rimini 2015

Venerdì 22 maggio sarò presente all’ Investment and Trading Forum di Rimini con un intervento dedicato agli investimenti in Arte (ore 14.00, Sala del Faro)

2014 e 2015 sono stati ottimi anni per il mercato dell’Arte: un rinnovato interesse, in particolare per l’Arte Contemporanea, ha rivitalizzato uno scenario che sta offrendo ad appassionati e investitori molte interessanti opportunità da cogliere subito.

L’ Arte Contemporanea può essere una scelta molto vantaggiosa per diversificare il proprio portafoglio di investimenti godendo al contempo di un bene capace di arricchire a tanti livelli e rendere più piacevoli gli spazi in cui si vive.

Il mio intervento si articolerà in questi punti:

  • Investire in Arte: il panorama attuale
  • Vantaggi dell’investire nell’arte
  • Opere per tutte le tasche
  • Arte e mercati finanziari: quali i punti di contatto
  • Orientarsi fra gli artisti
  • Quali fattori influenzano il prezzo dell’opera d’arte
  • Le insidie del mondo dell’arte: conoscerle e difendersi con facilità e sicurezza
  • Come e dove acquistare un’opera d’Arte
  • Come comporre la propria collezione con un occhio al gusto e uno al mercato

La partecipazione è gratuita ma necessita una registrazione che potete effettuare al Palacongressi al vostro arrivo o comodamente on line da casa a questo link:

http://www.itforum.it/rimini2015/registrazione

Come arrivare:

ITForum si tiene presso il nuovo Palacongressi di Rimini – Ingresso A

Via della Fiera, 23 – Rimini

ATTENZIONE: il PalaCongressi è anche conosciuto come “La Vecchia Fiera”. Non fate confusione con l’attuale Fiera di Rimini, che si trova ben distante!

INVESTIRE IN ARTE: COME SCEGLIERE UN ARTISTA E UN’OPERA

Una volta individuato il segmento storico a cui volete dedicarvi è il momento di stringere il cerchio e scegliere un’opera.

Partiamo dal presupposto che il motivo che via ha portato ad accostarvi all’Arte sia la ricerca di una nuova forma di investimento, non tanto la passione per la materia: quella seguirà a ruota, anche se adesso siete scettici. Sappiatelo, l’arte diventa una malattia!

Se siete alle prime armi vi consiglio di lasciar perdere il “talent scouting” e di andare sui classici: nomi consolidati che abbiano una fama stabile da anni. Artisti che abbiano un curriculum ricco, una storia espositiva articolata (non solo in gallerie private ma anche e soprattutto in spazi pubblici), che abbiano magari vinto premi.

Se volete fare un investimento che renda nel lungo periodo il mio consiglio è di optare sulla pittura figurativa, che ha un andamento di mercato abbastanza costante, meno soggetto ad alti e bassi legati a grandi mode, fenomeno che interessa invece in misura maggiore l’arte astratta.

Quest’ultima invece può darvi buoni risultati nel breve periodo: non è raro infatti ad assistere a grandi momenti di successo di artisti – astrattisti in particolare – le cui quotazioni si impennano vertiginosamente per pochi anni per poi crollare di colpo una volta sparita la moda. Valutate il tipo di investimento e giocate di tempismo quindi! Per un’analisi degli artisti più in voga diversi sono gli strumenti che vi possono essere utili:
– le riviste specializzate: Arte, Il Giornale dell’Arte, Artribune, Espoarte, solo per citare le principali.


– la consultazione dei cataloghi d’asta, che potete ricevere in versione cartacea (a pagamento) in abbonamento o che potete trovare on line sui siti delle singole case d’asta.
– le televendite che sconsiglio come mezzo d’acquisto diretto ma sono interessanti come strumento di consultazione e abbastanza indicative delle tendenze in corso.
All’interno della produzione di un artista è necessario sapere scegliere l’opera più efficace e più capace di “performare” moltiplicando il vostro investimento.
Non fatevi tentare dai prezzi più convenienti delle tirature multiple o vi troverete presto con un pugno di mosche : acquistate pezzi unici tenendo presente che per quanto riguarda la scultura si considerano pezzi unici le opere riprodotte fino a 8 esemplari.
Le opere solitamente più importanti sono gli olii su tela, da non confondere con gli olii su carta che hanno un valore un po’ inferiore. Il mio consiglio è di scegliere opere di medie dimensioni: quelle troppo piccole o troppo grandi vi risulteranno in futuro più difficili da rivendere perché troppo poco importanti le prime e troppo difficili da collocare (anche fisicamente!) le seconde.
Avendone la possibilità scegliete un’opera rappresentativa di quell’artista, un soggetto a lui caro che lo abbia reso riconoscibile al grande pubblico: evitate soggetti minori, o opere degli esordi che riserverete magari a un momento successivo della vostro viaggio nel collezionismo.
Se disponete di un budget limitato un’ opzione molto interessante può essere la scelta di un disegno. Queste opere, meno prestigiose e costose degli olii su tela, sono tuttavia spesso molto rappresentative dello stile di un artista e hanno l’unicità di catturare l’idea dell’artista nel momento in cui nasce e di fissarla prima che venga elaborata nel lavoro finito. Proprio per questo anch’esse hanno la capacità di acquistare maggior valore nel tempo.

In ultima analisi però vorrei porre alla vostra attenzione un dato imprescindibile sul quale troppo spesso e a torto si sorvola quando si parla di Arte e finanza: la godibilità del bene, il pregnante dividendo estetico e culturale dell’opera. Anche se ciò che muove la vostra scelta è la ricerca di un investimento diverso dal solito vi ritroverete comunque, per tutto il tempo che resterà in vostro possesso, un’opera che accrescerà la vostra cultura, la vostra capacità di vedere il mondo e anche il modo in cui gli altri guarderanno a voi.

INVESTIRE IN ARTE: ANTICO, MODERNO O CONTEMPORANEO?

Una volta che si è scelto di addentrarsi nel mercato dell’arte e sperimentare questa nuova forma di investimento, si pone la prima grande scelta: a quale periodo dedicarsi? Antico, Moderno e Contemporaneo sono infatti macro comparti estremamente diversi non solo dal punto di vista estetico e nella sfera di significati e valori che abbracciano ma diverso è il loro valore economico e la resa che possono avere nel tempo oltre alla loro diversa capacità di reagire agli shock esogeni.

Partiamo dal presupposto che un’inclinazione personale di massima vada seguita: un acquisto non sentito è sicuramente un acquisto sbagliato, che non si godrà appieno e che non si saprà eventualmente rivendere con la giusta lucidità e secondo il suo effettivo valore.

Nell’ambito del mercato dell’Arte – perché nella Storia dell’Arte la scansione cronologica è diversa – per Arte Antica si intende tutta quella creata fino al ‘900. Moderna è considerata l’ Arte dall’inizio del ‘900 ai giorni nostri, mentre Contemporanea si considera la produzione artistica degli ultimi 30-40 anni e quella di oggi.

L’Arte Antica è forse quella più immediatamente comprensibile perché figurativa, perché è l’Arte che “abbiamo studiato a scuola”, perché ha un’estetica formalmente riconosciuta come “bello”. Si tratta dunque di opere psicologicamente rassicuranti, anche in nome della loro antichità, il loro mercato è tuttavia più rarefatto, data la più difficile reperibilità di opere e l’altrettanto difficile certificazione della loro autenticità. I prezzi dell’Antico sono in linea di massima piuttosto importanti.

Il Moderno è per alcuni aspetti accostabile all’Antico anche se già un po’ più complesso: ci sono periodi come quello Impressionista e l’Ottocento in generale, molto amati dal grande pubblico: si tratta di un’epoca che ha visto nascere la maggior parte dei generi pittorici a noi noti: il paesaggio, il ritratto moderno, le scene di genere.

Più ci si inoltra nel Novecento più, con l’avvento dell’Astrattismo e dell’Informale, la materia si fa varia e complessa benché anche molti neofiti dell’Arte abbiamo con la pittura non figurativa dei veri colpi di fulmine. Questo settore ha avuto negli ultimi due anni qualche oscillazione e rendimenti abbastanza contenuti ma costanti, soprattutto per quanto riguarda i grandi nomi della figurazione che hanno fatto la Storia dell’Arte: per capirci, Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Mario Sironi, Giorgio Morandi, Renato Guttuso, pur oscillando, non daranno mai grandi delusioni perché sono fra gli artisti che hanno scritto la Storia dell’Arte.

 

Il contemporaneo è uno dei settori più controversi ed affascinanti allo stesso tempo: parla la lingua dei nostri giorni con i mezzi dei nostri giorni e descrive la società e l’attualità nel momento in cui la viviamo.

L’Arte Contemporanea anche in questi anni di crisi è quella che ha mostrato la maggior capacità di recupero e che offre i rendimenti più alti e il secondo Novecento in particolare è il comparto temporale sul quale oggi è più consigliabile investire. Inoltre grazie alla sua vicinanza storica, al fatto che gli artisti sono spesso viventi e gli Archivi di riferimento sono recenti e ben organizzati, la certificazione di autenticità delle opere è quella che risulta più semplice e sicura.

E ora, a voi la scelta.

Non dimenticate comunque mai che alla base di una felice esperienza di questo tipo di investimento sta una buona conoscenza della materia per cui, se siete ai vostri primi passi nel mondo nell’Arte, non mancate di confrontarvi con un esperto.

INVESTIRE IN ARTE: PERCHE’ NO?

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Da sempre e oggi più che mai l’arte è considerata a livello economico un bene rifugio: I wealth managers delle banche consigliano di allocare in portafoglio in tele e sculture tra il 3 e il 5%[1] del capitale da investire.

In realtà l’arte è molto di più: un universo complesso e magnetico che coinvolge l’uomo in una grande varietà di aspetti.

L’arte è un’interpretazione della realtà elaborata dall’artista che se ne fa traduttore e che ci offre un distillato dell’epoca in cui vive con tutta la sua complessità sociopolitica, spirituale, estetica e di costume. Appassionarsi all’arte significa dunque sì investire ma anche conoscere meglio sé stessi e il mondo che ci circonda.

A differenza di tutti gli altri settori di investimento quello artistico ha il potere di cambiare la vita del collezionista non solo economicamente ma anche a livello di raffinatezza intellettuale, e di aprirgli una rete di relazioni con artisti, altri collezionisti e operatori del settore, che può rivelarsi preziosa anche a livello di buisness.

Infine, realisticamente parlando, l’arte è da sempre uno status symbol e un indice di potere: l’opera d’arte non è un oggetto industriale prodotto in serie che tutti possono avere ma un pezzo unico che parla non solo della capacità economica di chi lo possiede ma anche della sua sensibilità culturale.

L’opera d’arte, se comprata con consapevolezza e con l’aiuto di una guida esperta che aiuti ad orientarsi nella complessità del mercato, può moltiplicare il proprio valore.

Ecco lo scopo di questa breve guida: offrirvi un primo aiuto per inoltrarvi in modo sicuro nel complesso mondo del mercato dell’arte.

BUY ART

[1] Fonte: Marilena Pirrelli, Il Sole 24 Ore, sabato 17 agosto 2013, pag. 6