INVESTIRE IN ARTE: ANTICO, MODERNO O CONTEMPORANEO?

Una volta che si è scelto di addentrarsi nel mercato dell’arte e sperimentare questa nuova forma di investimento, si pone la prima grande scelta: a quale periodo dedicarsi? Antico, Moderno e Contemporaneo sono infatti macro comparti estremamente diversi non solo dal punto di vista estetico e nella sfera di significati e valori che abbracciano ma diverso è il loro valore economico e la resa che possono avere nel tempo oltre alla loro diversa capacità di reagire agli shock esogeni.

Partiamo dal presupposto che un’inclinazione personale di massima vada seguita: un acquisto non sentito è sicuramente un acquisto sbagliato, che non si godrà appieno e che non si saprà eventualmente rivendere con la giusta lucidità e secondo il suo effettivo valore.

Nell’ambito del mercato dell’Arte – perché nella Storia dell’Arte la scansione cronologica è diversa – per Arte Antica si intende tutta quella creata fino al ‘900. Moderna è considerata l’ Arte dall’inizio del ‘900 ai giorni nostri, mentre Contemporanea si considera la produzione artistica degli ultimi 30-40 anni e quella di oggi.

L’Arte Antica è forse quella più immediatamente comprensibile perché figurativa, perché è l’Arte che “abbiamo studiato a scuola”, perché ha un’estetica formalmente riconosciuta come “bello”. Si tratta dunque di opere psicologicamente rassicuranti, anche in nome della loro antichità, il loro mercato è tuttavia più rarefatto, data la più difficile reperibilità di opere e l’altrettanto difficile certificazione della loro autenticità. I prezzi dell’Antico sono in linea di massima piuttosto importanti.

Il Moderno è per alcuni aspetti accostabile all’Antico anche se già un po’ più complesso: ci sono periodi come quello Impressionista e l’Ottocento in generale, molto amati dal grande pubblico: si tratta di un’epoca che ha visto nascere la maggior parte dei generi pittorici a noi noti: il paesaggio, il ritratto moderno, le scene di genere.

Più ci si inoltra nel Novecento più, con l’avvento dell’Astrattismo e dell’Informale, la materia si fa varia e complessa benché anche molti neofiti dell’Arte abbiamo con la pittura non figurativa dei veri colpi di fulmine. Questo settore ha avuto negli ultimi due anni qualche oscillazione e rendimenti abbastanza contenuti ma costanti, soprattutto per quanto riguarda i grandi nomi della figurazione che hanno fatto la Storia dell’Arte: per capirci, Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Mario Sironi, Giorgio Morandi, Renato Guttuso, pur oscillando, non daranno mai grandi delusioni perché sono fra gli artisti che hanno scritto la Storia dell’Arte.

 

Il contemporaneo è uno dei settori più controversi ed affascinanti allo stesso tempo: parla la lingua dei nostri giorni con i mezzi dei nostri giorni e descrive la società e l’attualità nel momento in cui la viviamo.

L’Arte Contemporanea anche in questi anni di crisi è quella che ha mostrato la maggior capacità di recupero e che offre i rendimenti più alti e il secondo Novecento in particolare è il comparto temporale sul quale oggi è più consigliabile investire. Inoltre grazie alla sua vicinanza storica, al fatto che gli artisti sono spesso viventi e gli Archivi di riferimento sono recenti e ben organizzati, la certificazione di autenticità delle opere è quella che risulta più semplice e sicura.

E ora, a voi la scelta.

Non dimenticate comunque mai che alla base di una felice esperienza di questo tipo di investimento sta una buona conoscenza della materia per cui, se siete ai vostri primi passi nel mondo nell’Arte, non mancate di confrontarvi con un esperto.

INVESTIRE IN ARTE: PERCHE’ NO?

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Da sempre e oggi più che mai l’arte è considerata a livello economico un bene rifugio: I wealth managers delle banche consigliano di allocare in portafoglio in tele e sculture tra il 3 e il 5%[1] del capitale da investire.

In realtà l’arte è molto di più: un universo complesso e magnetico che coinvolge l’uomo in una grande varietà di aspetti.

L’arte è un’interpretazione della realtà elaborata dall’artista che se ne fa traduttore e che ci offre un distillato dell’epoca in cui vive con tutta la sua complessità sociopolitica, spirituale, estetica e di costume. Appassionarsi all’arte significa dunque sì investire ma anche conoscere meglio sé stessi e il mondo che ci circonda.

A differenza di tutti gli altri settori di investimento quello artistico ha il potere di cambiare la vita del collezionista non solo economicamente ma anche a livello di raffinatezza intellettuale, e di aprirgli una rete di relazioni con artisti, altri collezionisti e operatori del settore, che può rivelarsi preziosa anche a livello di buisness.

Infine, realisticamente parlando, l’arte è da sempre uno status symbol e un indice di potere: l’opera d’arte non è un oggetto industriale prodotto in serie che tutti possono avere ma un pezzo unico che parla non solo della capacità economica di chi lo possiede ma anche della sua sensibilità culturale.

L’opera d’arte, se comprata con consapevolezza e con l’aiuto di una guida esperta che aiuti ad orientarsi nella complessità del mercato, può moltiplicare il proprio valore.

Ecco lo scopo di questa breve guida: offrirvi un primo aiuto per inoltrarvi in modo sicuro nel complesso mondo del mercato dell’arte.

BUY ART

[1] Fonte: Marilena Pirrelli, Il Sole 24 Ore, sabato 17 agosto 2013, pag. 6