Palmira: da Tiepolo all’ISIS

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Ritratto di Zenobia, bassorilievo proveniente da Palmira, oggi al Museo Archeologico Nazionale di Damasco

Come si collegano Giambattista Tiepolo, pittore Veneziano del Settecento e la città di Palmira, oggi si tutte le cronache internazionali in seguito alle recenti devastazioni dello Stato Islamico?

Il nesso è la Storia raccontata dall’Arte.

Circa intorno al 1720 il nobile veneziano Alvise Zenobio commissionò a Giambattista Tiepolo un ciclo di dipinti probabilmente in occasione del matrimonio con Alba Grimani, anch’essa nobildonna veneziana.

Il soggetto scelto, in onore al nome di famiglia, fu Le Storie di Zenobia.

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Giambattista Tiepolo, La regina Zenobia arringa i suoi soldati, 1725/1730, olio su tela, Washington, National Galleri, Samuel H. Kress Collection

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Giambattista Tiepolo, Il trionfo di Aureliano, 1725/30, olio su tela, Torino, Galleria Sabauda

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Giambattista Tiepolo, Zenobia di fronte a Aureliano, olio su tela, 1725/30, olio su tela, Madrid, Museo del Prado

La storia di Zenobia, regina di Palmira (città dell’attuale Siria) dal 267 al 273, guerriera, coraggiosa, ambiziosa, ribelle e – sembra, bellissima -, si intreccia alle numerose leggende che la sua figura ha ispirato e che la vogliono, per esempio, discendente di Cleopatra, regina d’Egitto, di Semiramide, regina assiro babilonese e di Didone, regina di Cartagine.

Il suo nome latino era Julia Aurelia Zenobia ma, non essendosi mai sentita suddita dell’Impero Romano, usò sempre la forma aramaica Bath Zabbai (figlia di Zabba).

Zenobia prese spesso parte alle spedizioni militari accanto al marito Odenato VII, re di Palmira e si interessò sempre degli affari di corte.

Tra il 267 e il 268 fece assassinare il marito (il sicario era un certo Maconio, cugino o nipote di Odenato, tra l’altro), e gli successe al trono.

Una volta al potere, in uno slancio di ambizione molto simile a un delirio di onnipotenza, Zenobia intraprese una campagna di espansione militare senza precedenti il cui obbiettivo era non solo mantenere il regno di Palmira indipendente dall’Impero Romano ma addirittura creare un Impero d’Oriente per arrivare a sfidare quello di Roma, di cui la sua città era da tempo colonia.

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Il regno di Palmira alla sua massima espansione

Dopo la sua dichiarazione d’indipendenza dall’Impero Romano Zenobia, con un gesto fortemente simbolico,  iniziò a far coniare monete con la propria effige.

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Moneta con l’effige di Zenobia

L’imperatore Aureliano dopo un affronto del genere, mosse guerra a Palmira e la pose sotto assedio.

Zenobia, non intenzionata ad arrendersi, fuggì ma venne catturata e condotta a Roma dove fu costretta a sfilare come trofeo di guerra sembra – narra sempre la leggenda – legata con catene d’oro.

Gli ultimi giorni di Zenobia non sono univocamente narrati. Secondi alcune fonti li trascorse in una meravigliosa villa a Tivoli concessale dall’Imperatore, secondo altre si sarebbe lasciata morire di fame piuttosto che subire l’onta della prigionia.

Un grande tema epico per un giovane pittore, Tiepolo, qui non proprio alle prime armi ma ancora nella sua fase giovanile, già comunque in procinto di affermarsi come Maestro indiscusso.

I dipinti principali della serie, in seguito a vendite e passaggi di proprietà, sono ora alla National Gallery di Washington (Zenobia che arringa i soldati), al Museo del Prado di Madrid (La sottomissione ad Aureliano) e alla Galleria Sabauda di Torino (Il Trionfo di Aureliano).

Palmira oggi.

Nel marzo 2016 le truppe del regime siriano di Bashar Al Assad insieme all’aviazione russa hanno riconquistato, dopo 10 mesi di occupazione, la città di Palmira, caduta in mano ai combattenti dello Stato Islamico.

Il sito archeologico, uno dei più importanti del mondo, non è stato raso completamente al suolo, come si temeva ma è stato gravemente danneggiato.

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Palmira, 31 marzo 2016, i resti dell’Arco di Trionfo, foto Joseph Eid/AFP/Getty Images

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Palmira, 31 marzo 2016, i resti del tempio di Baalshamin, foto Joseph Eid/AFP/Getty Images

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Palmira, 31 marzo 2016, i resti tempio di Bel, foto Joseph Eid/AFP/Getty Images

Fermo restando che negli eventi bellici le perdite più gravi sono sempre le vite umane, i danni causati dallo Stato Islamico a Palmira che è uno dei siti archeologici più importanti del Medio Oriente, teatro della storia di Zenobia, sono una grave perdita per la memoria storica del mondo intero; un tentativo, fortunatamente non riuscito fino in fondo, di assoggettare una città-simbolo di un glorioso passato di cultura e ribellione.

 

IL BIMILLENARIO DELLA MORTE DI AUGUSTO, FRA ARTE E TECNOLOGIA

Augusto di Prima Porta, Musei Vaticani

Augusto di Prima Porta, Musei Vaticani

Oggi, 19 agosto 2014, si celebra il bimillenario della morte di Ottaviano Augusto, Princeps (rifiutò sempre infatti il termine “imperator”) di Roma che segnò il passaggio dal periodo repubblicano al principato.

Augusto, come molti uomini di potere, fece un uso grandioso della propaganda – e dell’Arte come suo strumento – per celebrare il suo principato. Fu lui a commissionare a Virgilio l’Eneide, con la quale dichiarava la discendenza della Gens Julia, alla quale apparteneva, direttamente dall’eroe Enea, figlio di Anchise e nientemeno che della dea Venere. A scopo celebrativo fece erigere anche l’Ara Pacis, simbolo della pace e della prosperità raggiunte da Roma durante la sua reggenza.

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Il suo ambizioso e quasi epico programma celebrativo era volto ad assimilare il suo regime con l’età dell’oro, una nuova epoca di semplicità di costumi, prosperità e pace universale.

Il sistema di propaganda che adottò fu così efficace che il mito della sua discendenza divina e la pace augustea furono fonte d’ispirazione nei secoli per gli assolutismi a venire.

Diverse sono le iniziative che Roma dedica a Ottaviano e ai suoi monumenti e fra queste spicca l’apertura straordinaria dell’Ara Pacis stasera, dalle 21 alle 24, con proiezioni di luce sul fronte occidentale e su quello orientale, che ricreano i colori originali dell’altare. La tecnica di proiezione digitale si basa su analisi di laboratorio, ricerche cromatiche e analisi comparative sulla pittura romana: in particolare su sculture policrome e pitture murali come quelle Pompeiane.

Non è la prima volta che questo sistema viene proiettato: il debutto fu nel 2009. Il gruppo di studio che ha lavorato sulla ricerca della cromia originale e sulla tecnologia per farla esperire al pubblico, si è costituito molti anni fa, in occasione dell’allestimento del nuovo museo.

la personificazione di Roma

la personificazione di Roma

L’approccio alla proiezione è discreto, perché non investe l’intero monumento ma due lati soltanto, permettendo un immediato confronto con il marmo bianco com’è oggi, e di taglio critico poiché – come si legge sul sito stesso del Museo: www.arapacis.it – “non si vuole colorare l’Ara Pacis “com’era” ma restituire, in via d’ ipotesi, l’aspetto prossimo all’originale di un passato lontano ma non perduto”.

Una tecnologia non invasiva, spettacolare e coinvolgente per il grande pubblico, ma con alle spalle una seria ricerca e scientifica pienamente in linea con le tendenze “edutainment” (educare divertendo) di oggi.

Negli stessi orari stasera sarà visitabile anche la mostra “L’arte del comando. L’eredità di Augusto”, in corso fino al 7 settembre, sempre al Museo dell’Ara Pacis. La mostra approfondisce le principali politiche culturali e di propaganda messe in atto da Augusto nel suo principato.  In mostra saranno esposti incisioni, dipinti, monete, mosaici, acqueforti, oli, sculture e gemme.

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Ara Pacis a colori e mostra “L’Arte del comando. L’eredità di Augusto”

Museo dell’Ara Pacis

Orario:

Apertura straordinaria del museo il 19 agosto 2014, ore 21.00-24.00 (la biglietteria aprirà alle 21.00 e l’ultimo ingresso è alle ore 23.00), in occasione delle celebrazioni del bimillenario della morte di Augusto.

Biglietto d’ingresso:

Biglietto unico per “Ara Pacis a colori” e mostra “L’arte del comando. L’eredità di Augusto” in occasione dell’apertura straordinaria del 19 agosto:
–  Ingresso Intero € 11,00
–  Ingresso Ridotto € 9,00

Informazioni: tel. 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00