FULVIO DI PIAZZA “PACIFIC”

Milano, Galleria Giovanni Bonelli, 21 febbraio – 30 marzo 2014

La nuovissima serie di opere della sua ultima monografica alla Galleria Giovanni Bonelli di Milano cattura il visitatore che si sente prima incuriosito e affascinato, poi avvinto progressivamente da quelle spire vegetali, antropo o zoomorfe, che ne avvolgono l’attenzione trascinandolo dentro il quadro.

Fulvio Di Piazza, De buchi neri e grandi rivelazioni, 2013, olio su tela, 120x80 cm

Fulvio Di Piazza, De buchi neri e grandi rivelazioni, 2013, olio su tela, 120 x 80 cm

I punti di riferimento culturali e le fonti di ispirazione di questi nuovi lavori, come riferisce l’artista stesso,  sono due:

Il 2° principio della termodinamica in base al quale l’energia non si crea né si distrugge ma passa da uno stato di disponibilità a uno di non disponibilità. La Natura è in grado di operare anche il procedimento inverso, rendendo le risorse nuovamente utilizzabili ma con tempi molto più lunghi rispetto a quelli con cui l’uomo consuma le fonti.

Il secondo, è il celebre saggio di Jeremy Rifkin “Entropia” che mette in guardia circa la possibilità della fine delle fonti energetiche disponibili sul nostro pianeta.

Lo sfruttamento delle risorse e la ricerca di un equilibrio nel rapporto con la natura si conferma essere più che un tema caro a Di Piazza un tratto distintivo alla base della sua identità artistica.

Fulvio Di Piazza, If I had the Tail, 2013, olio su tela, 30 x 40cm

Fulvio Di Piazza, If I had the Tail, 2013, olio su tela, 30 x 40 cm

Le opere di Fulvio Di Piazza – e quest’ultima serie in particolare – hanno colori di un’intensità surreale e magnetica: punti di blu e di giallo in particolare che si rivelano frutti di una ricerca cromatica lunga e raffinata. Questi colori intensi, per cui non trovo inopportuno scomodare l’aggettivo “voluttuosi”, uniti a una dovizia di dettagli che hanno fatto accostare più volte l’arte di Di Piazza al genere dei Capricci, creano un mix quasi lisergico che impedisce di distogliere lo sguardo dalle tele. Ci si lascia così cullare dal piacere dell’osservazione.

Ciò che forse mi ha più affascinato, dal punto di vista pittorico, in questa nuova serie è la strabiliante capacità luministica con cui l’artista crea intensi e lunari notturni, drammatici controluce e quel meraviglioso effetto della luce che filtra dalle finestre delle sue costruzioni fantastiche diventando uno degli strumenti attraverso i quali veniamo risucchiati nei quadri.

Fulvio Di Piazza, Netturbo, 2014, olio su tela, cm 250 x 170 cm.

Fulvio Di Piazza, Netturbo, 2014, olio su tela, cm 250 x 170 cm.

Non è solo lo spettatore che finisce dentro le opere esposte alla Galleria Bonelli, ma sono i singoli elementi stessi che, per effetto dell’ effervescente vivacità artistica di Di Piazza, escono dalle tele e si sparpagliano incontenibili, in tanti ritagli sulla parete, ansiosi di raccontare sé stessi anche fuori dalla rappresentazione corale.

foto (16)

E proprio mentre ti lasci trascinare dall’artista in questa osservazione del suo “micromondo” a un certo punto hai un sussulto e ti senti…scoperto come un voyeur: uno dieci, cento piccoli occhi sulla tela stanno guardando proprio te! Fulvio di Piazza sembra materializzarsi, come un regista, e l’imbarazzo si scioglie in una risata complice fra artista e osservatore.

Galleria Giovanni Bonelli
via Luigi Porro Lambertenghi, 6
20159 Milano

tel. +39 02 87246945

info@galleriagiovannibonelli.it

da martedì a sabato – 11.00 / 19.00
lunedì su appuntamento

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